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[Gargonza] Cgil. Cofferati lascia l'8 luglio

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Subject: [Gargonza] Cgil. Cofferati lascia l'8 luglio
From: "Rolando Alberto Borzetti" <r.a.borzetti@xxxxxxxxx>
Date: Mon, 10 Jun 2002 06:14:29 +0200
di Ettore Colombo (ettorecolombo@xxxxxxxxxxx)

Da leader del maggior sindacato italiano tornerà al suo ufficio alla
Pirelli. A sinistra ora tutti aspettano che il Cinese entri in politica

 Da lunedì 8 luglio Sergio Cofferati non sarà più a Corso d'Italia 25. Chi
dovesse cercarlo, lo troverà nell''ufficio da impiegato' che la Pirelli gli
assegnerà e, negli orari di non lavoro, alla Fondazione Di Vittorio, a Roma,
in via Gaetano Donizetti. Ne parlerà oggi a Cavriglia, il comune più rosso
d'Italia, che gli assegna la cittadinanza onoraria.
Dopo otto anni alla guida della Cgil, l'uomo che ha portato la più grande
organizzazione sindacale italiana al massimo della visibilità, ma anche al
massimo dello scontro con l'esecutivo e ora anche con Cisl e Uil, torna al
suo vecchio lavoro. Ha cominciato, nel giugno del 1994, sfidando cinque mesi
dopo, il 13 novembre, il primo governo Berlusconi sulle pensioni. Allora
vinse la sfida. Esce, nel 2002, mentre la battaglia al secondo governo
Berlusconi, sui licenziamenti, è ancora tutta da combattere.
Le procedure per il cambio di mano verranno formalmente avviate martedì e
mercoledì prossimi, durante la riunione del Direttivo. Cofferati proporrà i
nuovi ingressi in segreteria (i candidati, praticamente sicuri, sono Achille
Passoni, l'uomo che ha coordinato la mega-manifestazione del 23 marzo e
Titti Di Salvo, segretaria della Cgil Piemonte) e il nuovo segretario (senza
soprese: Epifani). Poi i i «saggi» consulteranno i 154 dirigenti
dell'organizzazione e sarà il Comitato direttivo dell'8 e 9 luglio a
concludere l'iter. Lunedì stesso si procederà all'elezione e, nei giorni
successivi, il segretario generale uscente scriverà una lettera alla Pirelli
per confermare che, in base alla legge 300 (lo stracitato, di questi tempi,
Statuto dei Lavoratori), l'ex impiegato in aspettativa non pagata da 26
anni, torna a lavorare. 'Non mi ritiro a vita privata', dice a chi gli
chiede se davvero dal'8 luglio sarà soltanto un lavoratore della Pirelli, in
aspettativa da 26 anni, in ferie fino al 30 settembre. Ma chi vuol sapere se
farà politica, se sarà l'ala sinistra della traballante coalizione di
centrosinistra, se avrà un posto di primo piano nei Ds o se darà sfogo al
suo amore per la musica e accetterà di dirigere qualche festival di musica
classica... dovrà aspettare.
Perché adesso, come va ripetendo, non creduto, torna a fare un lavoro
'normale'. Anche se di 'normale' la vita del nemico numero uno
dell'esecutivo Berlusconi, ma anche degli industriali e, persino, in alcuni
casi di alcuni sindacalisti che leggono nelle sue parole toni staliniani,
non avrà molto. Dalla Fondazione Di Vittorio, di via Donizetti a Roma,
tesserà la sua tela per costruire quel suo non ritirarsi 'a vita privata'
che per qualcuno è una speranza e per molti una minaccia. Persino nel
centrosinistra che si divide anche di fronte alla sua ultima battaglia da
segretario Cgil: quella in difesa dell'intoccabilità dell'articolo 18. Da
luglio a fine settembre, a parte un mese di vacanza, il primo dopo anni,
Cofferati definirà gli assetti della Fondazione della quale è presidente.
Con lui, ora, oltre al direttore generale, il professor Pepe che è alla Di
Vittoirio fin dalla sua fondazione nel 1986, ci sono Epifani, Patta, Fedeli,
Amoretti, Rinaldini, Armuzzi e Camusso. Ci arriveranno economisti (Messori,
ma anche Onofri, si dice) e rappresentanti dei movimenti e della cultura. Al
quarto piano della sede nazionale, nella camera con vista su Villa Borghese,
siederà quello che fino a oggi è stato il suo numero due: Guglielmo Epifani.
Cofferati ha lasciato il lavoro nel 1976, è arrivato a Roma nel 1978. Dodici
anni nei chimici e poi, da 12 anni, nel palazzone di Corso D'Italia.



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